Questa diversità biologica è testimoniata dall’importante attività d’inanellamento a scopo scientifico svolta da alcuni anni da inanellatori autorizzati dall’Istituto Superiore per la Ricerca e Sviluppo Ambientale (ISPRA) coadiuvati dai volontari della LIPU di Asti.

Tra le numerose specie ornitiche soggette a monitoraggio per metodo di ricerca possiamo citare le seguenti che utilizzano nelle diverse stagioni gli ambienti di questa località:

  • Migliarino di palude, migratore a corto raggio, abbondantemente presente nella stagione invernale con popolazioni provenienti dall’Europa settentrionale;
  • Storno: utilizza l’habitat di canneto come dormitorio durante la permanenza nel territorio piemontese per la nidificazione e in passaggio migratorio;
  • Pettazzurro, sottospecie occidentale, sfrutta i canneti per i riposi notturni nel corso delle migrazioni;
  • Strillozzo, nidificante sull’alta erba o al fondo delle siepi, la popolazione è in costante diminuzione a livello europeo a causa della perdita di habitat;
  • Cutrettola, l’ultima sorpresa di Paludo;
  • Pendolino, specie strettamente legata alle aree umide con canneto;
  • Saltimpalo, migratore parziale – nidificante, con popolazione in costante diminuzione a causa anch’egli, come lo strillozzo, della perdita di habitat ed errata gestione delle rive e fossi dove nidifica.

In questa località sono poi numerose le specie rilevate tramite osservazioni nei diversi periodi dell’anno, tra le quali: airone cenerino; airone rosso; assiolo; balestruccio; cannaiola; cannareccione; civetta; gallinella d’acqua; gheppio; grillaio; gru; gufo; nitticora; pispola; picchio rosso maggiore; picchio verde; porciglione; rondine; spioncello; sterpazzola; succiacapre; tarabusino; upupa; zigolo giallo.

Inoltre sono presenti mammiferi quali capriolo, volpe, tasso, riccio, cinghiale, e anfibi quali rana verde, rospo e salamandre.

Le caratteristiche dell’habitat e le numerose specie censite caratterizzano l’area come unica nel panorama ambientale e paesaggistico del sud astigiano e perfettamente coerente con la candidatura UNESCO dato che la zona che si intende valorizzare confina con l’area di eccellenza paesaggistica, denominata Core Zone 3 (Moscato/S. Stefano Belbo – Canelli).

Per tale motivo i Comuni di Costigliole d’Asti e di Calosso hanno deliberato nel 2013 l’adesione al progetto intercomunale per la valorizzazione, la conservazione ambientale e la tutela del paesaggio relativo alla zona umida cosiddetta Paludo.

L’Associazione Amici di Calosso ha deciso di finanziare grazie al ricavato ottenuto dall’asta delle casette nido dell’iniziativa Il Paese dei Nidi, l’acquisto da parte del Comune di Calosso di alcuni lotti dell’area di Paludo in quanto crede che per mezzo dell’intervento dell’Amministrazione Comunale si possa garantire il mantenimento dell’ambiente esistente per consentire nel tempo la prosecuzione dell’attività di inanellamento a scopo scientifico nonché la tutela del paesaggio salvaguardando la caratterizzazione floro-faunistica dell’area con individuazione dei biotipi di particolare pregio.

Pertanto, in coerenza con la candidature UNESCO intendiamo attivare tutte le procedure necessarie per tutelare a livello istituzionale la zona di Paludo.

A tal fine è stato costituito un Comitato per la tutela di Regione Paludo a cui noi aderiamo.

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