Anche l'edizione 2018 si è conclusa. L'evento rivolto ai nostri amici a 4 zampe riscuote sempre più successo di anno in anno.

Siete stati numerosissimi anche quest'anno e vi vogliamo ringraziare. È stato un piacere condividere questi momenti assieme a voi. Ci vediamo l'anno prossimo!!

 

CHEWBACCA di Viola Grasso, abitante a Calosso (Asti)

Chewbacca, detto così tutti penseranno: "sarà un cane enorme, peloso, proprio come il personaggio di guerre stellari", ma è tutto l'opposto, ha solo il colore del pelo e un cuore enorme, pieno di amore e di coraggio come il compagno di avventure di Han Solo.

Si chiama Chewbe perché mio fratello adora Star Wars, ha modellini, lego, libri, ma non mi dilungo, stiamo parlando del mio cagnolino e non di Marzio.

Chewbe è arrivato dopo Scotch un cane avventuriero, così tanto che una mattina è scappato arrampicandosi sulla ringhiera del giardino, agile come un gatto, restando assente per più di tre ore.

Ci siamo messi a cercarlo come matti e l'abbiamo trovato giorni dopo, al margine della strada freddo come il ghiaccio, immobile, per sempre addormentato.

Non l'avevo mai visto così, è sempre stato energico, pimpante, allegro e giocherellone.

Stavo male, ero triste, avevo perso un amico: era insopportabile non avere più una presenza a quattro zampe che ti segue ovunque vai, che ti resta vicino nei momenti difficili, anche se tu sai che lui non può fare niente, ma lui ti scodinzola e ti tira su il morale.

Ha fatto sentire male anche i miei genitori, tutt'ora queste righe mi fanno venire le lacrime agli occhi, così con la sofferenza nel cuore dopo un po' abbiamo preso una decisione: avremo preso un altro cane. Siamo andati al canile, nell'area cuccioli, ce n'erano moltissimi ed ero sicura che uno sarebbe stato il cane ideale.

La mia famiglia era innamorata di un cagnolino bianco a macchie nere, con due occhi profondi, scuri simili al fondo dell'oceano.

Ma io non ero minimamente interessata, mi attirava una famigliola con otto cuccioletti, color dell'oro, tutti erano calorosi e ti saltavano in braccio come se volessero scherzare, tranne uno.

Era il più piccolo sia di età e sia di dimensione: se ne stava lì tutto solo, sembrava quasi pensare che nessuno l'avrebbe mai adottato. La cosa che mi è piaciuto di più sono state le sue orecchie, grosse, morbide, tutte da stropicciare.

Ho insistito per prenderlo, tra me e lui c'era stato un colpo di fulmine, lui mi piaceva un sacco e io ero l'unica a cui faceva le feste.

I miei genitori hanno firmato i documenti, lasciato tante cose da mangiare per i cani al canile dopodiché l'abbiamo caricato in macchina con noi; arrivati a casa si è subito ambientato. Chewbe si è rivelato un giocherellone, pasticcione, super allegro e simpatico e lo amiamo proprio per questo, anche se ne combina di tutti i colori, come mangiare una gallina alla nostra pazientissima vicina.

Ora sta per compiere un anno, è diventato grande e forte anche se era il più piccolo della cucciolata e spero stia ancora moltissimi anni in nostra compagnia.

 

Un ricordo di OMBRA di Manuela Santangelo, abitante ad Asti

Ombra non c'è più.

Il Grande Orso è venuto a prenderla 6 anni fa.

Ombra è stata il nostro cane per 21 anni e questo dice molto della nostra storia d'amore e di fedeltà.

Era una meticcia rossa con gli occhi d'oro una perfetta pastora che per tutta la vita non ha avuto altro pensiero che radunare la sua famiglia e avvertire se qualcosa di nuovo entrava nel perimetro di casa.

Ha resistito alla vecchiaia stringendo i denti, perché sapeva che senza di lei ci saremmo persi; e così è stato.

Ci ha guardati fino al suo ultimo istante di vita, passando oltre senza che il suo sguardo cambiasse colore.

Ha lasciato nei nostri cuori l'incolmabile vuoto dell'amore perduto e più tardi la consapevolezza che non è fedifraga, ma coraggiosa la volontà di colmarlo nuovamente.

E così è stato….

 

LARA di Manuela Santangelo, abitante ad Asti

Lara proviene dalla Sardegna. L'ho adottata tre anni fa. Un viaggio della speranza.

Anche lei sul suo barcone....

Lara non vuole essere di nessuno.

A lei piace essere del bosco, delle foglie, dei funghi, della nebbia, e del freddo.

Delle cicale, delle talpe, dell'ora blu che segue il tramonto e cancella le ombre. Della rugiada mattutina, dell'odore di resina, del canto degli usignoli.

Mi sono imposta a lei che forse sarebbe rimasta volentieri nel suo bosco. Lo so perché ancor oggi, a distanza di tre anni dal suo arrivo nella mia vita, nel sonno sono certa che sogni la sua mamma sarda, una grande meticcia furba e solitaria alla quale i volontari del canile hanno sottratto i sette cuccioli nati da un amore di strada con un maremmano. Quando hanno ritenuto fosse venuto il tempo in cui potevano esserle tolti i cuccioli, li hanno rubati, di notte, mentre la madre era a caccia. Forse troppo tardi per sottrarli anche alla paura dell'uomo e del mondo, informazioni che, una volta trasmesse non possono più essere dimenticate, trasformando in ostile anche chi non vuole che amarli.

Quando è arrivata, Lara, ci ha messo un anno per capire che eravamo a casa. Mesi per fidarsi del cibo, mesi per fidarsi del parco in cui la portavamo a socializzare con cani e umani. Il suo primo amico è stato un Beagle, tenace e caparbio, che aveva deciso che nessuno sarebbe uscito dal recinto se lui non fosse riuscito a stanarla da sotto una catasta di legna, il rifugio giornaliero nelle ore di uscita-parco.

Ancora oggi abbaia a chi non ha un cane al suo fianco.

Ancora oggi non c'è verso di farla uscire dal suo rifugio casalingo, dietro al divano del salotto, se lei non vuole.

E il suo naso marrone cerca ancora un odore che non sa scordare.

Ora siamo compagni di strada. Io so che non posso cambiarla, né voglio più farlo. Voglio solo amarla.

Lei invece mi ha cambiata. Mi ha insegnato che l'amore è un dono senza grazie che trova già nel suo essere donato la sua ricompensa.

Nessuno cambia nessuno. Si fa un pezzo di strada insieme, prendendo il meglio l'uno dall'altra, dall'altro.

Vale ovunque e con chiunque. E io amo Lara esattamente com'è.

 

MINÙ di Lara Artusi, abitante a Calosso (Asti)

Ooops! Scusate....ma questo è quello che mi riesce meglio, ovvero: dormire!!

Ok, lasciate che mi presenti: Io sono Minù, anche se qualcuno (ahimè) mi chiamano Milù. La mia storia è piuttosto acerba, visto che il mio primo compleanno sarà il 15 novembre. Sono nata durante un freddo inverno in una di quelle famiglie canine un po’ strane e decisamente "allargate", dove si vive e si condivide tutto (nel bene e nel male). Nella gigantesca corte in cui ho vissuto i miei primi 3 mesi di vita, sicuramente mi sono fatta le "ossa" e non ho mai avuto il tempo di annoiarmi.

Oltre alla mia mamma, una dolce bassotta coccolona, e agli altri cuccioli nati con me, ho sempre avuto un sacco di "angeli custodi". Sicuramente in mezzo a loro c'era anche mio padre, ma onestamente non ho mai capito chi fosse.

La cosa divertente (ma ripensandoci forse neanche troppo), era vederli correre in mezzo al cortile a recuperare me o uno dei miei fratelli quando passava uno di quei giganteschi trattori che sfrecciavano nel cortile a tutte le ore. Il senso di libertà per l'assenza di recinzioni ci aveva trasmesso una forza e un desiderio di avventura che pochi cuccioli possono sperimentare.

Ben presto però mi resi conto che senza regole si può anche rischiare la vita. Era l'alba di un freddo mattino di fine gennaio, avevo sentito un trattore mettersi in moto e da lì a poco sapevo che sarebbe sfrecciato a pochi metri dalla cuccia in cui vivevo con la mia famiglia. La tentazione era troppo forte e nonostante tutte le raccomandazioni della mamma che ogni giorno mi ricordava di non uscire quando si sentivano dei mezzi circolare nell'aia, zac.. con un balzo ero fuori pronta a rincorrere il mezzo di "turno"...

Ma rimasi pietrificata: non era uno dei soliti trattori che vedevo passare, era qualcosa di enorme con gigantesche luci da sembrare un'astronave. Io all'epoca assomigliavo più a una topo da cortile più che a un cane, sia per le mie minuscole dimensioni che per le mie zampette corte e goffe, perciò non c'era da stupirsi se quel gigantesco trattore avrebbe tirato dritto con l'intento di trasformarmi in polpetta....

Ma uno dei miei angeli custodi, mi afferrò appena in tempo con le sue gigantesche fauci e mi riportò in cuccia. Me lo ricordo molto bene ancora oggi perché nella velocità di quel salvataggio in extremis, ho riportato un lungo taglio sul cranio.

Quel giorno compresi che se avessi voluto continuare a vivere avrei dovuto cambiare tante cose della mia vita.

Così seguii l'esempio dei miei fratelli e delle mie sorelle che con il passare delle settimane erano stati adottati. Una domenica mattina, infatti, quando arrivò nel nostro cortile una macchina rossa (il mio colore preferito) riuscii a farmi notare subito da chi sarebbe diventata la mia nuova famiglia!!

Scusate ma ora devo tornare a fare quello che mi piace di più.......

Un grande bauuu da Minù. zzzzZzzzz zzzzZzzzzz

 

NERINO di Ferruccio Bazzaro, abitante ad Asti

Il mio cane si chiama Nerino; l’ho chiamato così perché a 2 mesi era completamente nero. Nel tempo ha assunto la colorazione attuale del mantello attingendo geneticamente sia dal padre (una specie di pastore irlandese a pelo scuro) e dalla madre (una volpina dal pelo color legno chiaro). Strano e improbabile connubio tra due taglie così diverse …!

Adesso ha due anni ed è diventato (per colpa mia) la mia ombra … Non riesco più a fare neanche un passo senza che lui non mi talloni regolarmente.

Quando l’ho preso ero reduce da una precedente storia con un cagnone di circa 30 chili, meticcio, incrocio tra un pastore maremmano e un dogo argentino (una meraviglia…), tanto bello e buono quanto sfortunato; mi è morto in auto mentre lo portavo dal veterinario per un controllo (aveva una cardiopatia). Al decesso del cane mi ero ripromesso di non prenderne mai più, ma poi, dopo qualche mese un amico mi convince ad andare a VEDERE solo a vedere una cucciolata di sei cagnolini in Val Grana… sono tornato a casa con Nerino … La scelta e la decisione di riprendere un cane coincide con il fatto che, nel frattempo, mi ero separato dalla mia compagna e speravo di ottenere da lui un po’ di compagnia che ovviasse in qualche modo alla solitudine e alla depressione che mi avevano aggredito….

Il problema doppio di solitudine/depressione purtroppo non è ancora del tutto superato ma quello che ho ricevuto (e ricevo quotidianamente) da Nerino è un insieme di valori che non avevo mai creduto potessero essere elargiti da un cane.

Ormai, più che uno splendido compagno di vita, Nerino è diventato per me come il fratello che ho da sempre desiderato e mai avuto.

Una mia amica, pratica di cani e gatti, dice che Nerino vive per me…

Sono convinto che abbia proprio ragione.

 

OLLY di Giogia e Matteo Billia, abitanti a Calosso

Un giorno io e mio fratello abbiamo chiesto a mamma e papà un cagnolino. Allora mamma e papà, poco tempo dopo, arrivarono a casa con una dolcissima cagnolina nera con macchie bianche e marroni.

Il suo nome era Olly e aveva tre mese e … ce ne siamo subito innamorati.

Dopo circa un mesetto dal suo arrivo successe una cosa davvero incredibile….

Io dovevo andare a nuoto, così per non lasciare sola Olly a casa, siccome era una cucciola a cui piaceva ancora molto rosicchiare e fare dispetti, abbiamo chiesto a nonna di stare con lei,

Ma Olly, guardando gli uccellini si era convinta di poter volare e così ha provato a seguirci passando dal balcone!!

Quando nonna si è accorta che non c’era più ci ha subito chiamarti dicendo che Olly era sparita!

Siamo subito tornati a casa e Olly era appallottolata sullo zerbino davanti alla nostra portina che ci aspettava spaventata.

Io, mia mamma e mio fratello l’abbiamo subito portata dal veterinario che ci ha detto di stare tranquilli perché era tutto a posto.

Abbiamo spiegato a Olly che non era un uccellino ma una cagnolina e doveva stare con le zampe bene a terra!

Da allora per fortuna non ha più provato a volare.

 

TANGO di Claudio Casale

Quando ero bambino il mio migliore amico era Wolf, un pastore tedesco al quale bastava che mia madre dicesse "Wolf, và piè Claudio" e lui ovunque io fossi mi riportava a casa. Se stavo giocando con gli amici mi tirava per le braghe finché lo seguivo, se ero a scuola mi portava la cartella tra i denti fino a casa. Mai potrò scordare il suo sguardo intelligente e risoluto.

Credo quindi che sia stata mia madre a mandarmi Tango che, forse, è un cane angelo. Lo penso perché si è materializzato dal nulla, in mezzo alla strada deserta, in un tremendo pomeriggio di agosto, su un asfalto rovente che quasi tremava in controluce. Sbandava al centro della carreggiata sfinito dalla sete con una lingua penzolante che non gocciolava più tanto era disidratato, le costole a vista, il pelo opaco, le zampe posteriori a x, nel tipico atteggiamento dei cani alla catena. Venti metri e sarebbe sbucato sulla strada statale. Venti metri e il primo camion di passaggio avrebbe risucchiato il suo corpo magro e debolissimo.

Ho aperto la portiera della macchina ed è saltato dentro, arrancando, uggiolando - pietà un po' d'acqua. Mia moglie ha fatto il viaggio di ritorno verso casa col suo naso affilato piantato contro il suo, con i suoi occhi dorati e fissi, immobili dentro i suoi. A casa ha bevuto così a lungo che sembrava non dovesse più smettere. Poi ha messo zampe, naso, orecchie nella ciotola, piscina di salvezza. Quindi è stramazzato a terra, in un sonno immobile e senza sogni.

Al suo risveglio dopo averlo sfamato è iniziata la ricerca della sua inesistente famiglia. Nessuno aveva voluto marchiarlo per sé, nessuno lo ha cercato. Dopo un mese è diventato il mio cane.

Passo la mano nel suo pelo perfetto. Il suo sguardo bambino mi restituisce la mia infanzia e i suoi giochi.

Sono sicuro che mia madre sapeva che avevo bisogno di lui e me l'ha mandato.

"Wolf, và piè Claudio".

Calosso Village

 

Calosso Village nasce come portale di condivisione e di unione di tutte le associazioni di Calosso per promuovere il proprio territorio, i suoi prodotti e i suoi tesori......non finiremo di stupirvi.

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