Pro Loco

Zabaione al Moscato

C’era una volta un dolce semplice da preparare e buono da mangiare ancora bollente, un dolce nutriente (molto nutriente..) e un po’ trasgressivo per i bambini perché per farlo come si doveva occorreva aggiungere un goccio di marsala o, nella versione che la Proloco di calosso ha adottato, un bicchiere di moscato fresco, dolce, appena alcoolico… Lo zabaione è tutto qui, uova di brave galline, zucchero, un po’ di farina (la ricetta potrebbe anche non prevederla..) e moscato di Calosso. Una ricetta ancorata saldamente al territorio vecchia e nuova come la tradizione e la cultura del cibo vogliono.

Friciula

Erano l’uovo di colombo, il piccolo colpo di teatro della cucina povera ma creativa delle nostre colline in tempi più grami e forse più genuini di quelli attuali. Farina impastata come per fare il pane, qualche tocco appena più personale e, per mantenere un’aura di festa e di eccezionalità, un po’ segreto..

Bagna Cauda

Una premessa, prima di raccontare della bagna gustosa fatta di olio aglio buono, acciughe di qualità, occorre farla per dire del “Beato” e per spiegare come mai la Bagna caoda che la proloco prepara in due/tre sera a novembre di ogni anno, è detta del Beato:

Era tradizione fino a poco dopo il boom economico che ha portato ricchezza e snaturato molti luoghi della memoria, che la Festa patronale del paese fosse dedicata (ad ottobre, a vendemmia appena terminata) a San’Alessandro Sauli, beato per molto tempo, prima di essere finalmente santificato.. e quindi da sempre, per noi, “il Beato”. Per questo, mentre la piccola festa patronale è stata sostituita dalla grande Fiera del Rapulè, la proloco ricorda il suo “Beato” con le tradizionali e apprezzate “Bagna Caode” proposte in genere nella seconda metà di novembre, nel salone Comunale e nelle sale al piano alto del palazzo delle Associazioni.

Polentone

In una Italia diversa da quella di oggi, molti anni fa. In un paese, Calosso, invece non toppo differente, nei suoi connotati fisici (ma molto diverso invece nel nuovo intrigante crogiuolo di lingue e tradizioni di questi ultimi anni) c’era una Proloco fatta di persone verso le quali abbiamo grandi debiti culturali oltre che affettivi. Ricordarle non è solo (un po’ si ma che male c’è..) una operazione nostalgia ma una iniezione di carburante buono per andare avanti, benzina verde per continuare anche in questa Italia un po’ chiusa di un inizio secolo difficile. Ricordare il polentone di questi anni è, soprattutto, ricordarsi di quelle persone di quelle feste di quelle relazioni perse nel passato.

Festa del Rapulè

Appuntamento ormai indelebile sull’agenda dell’autunno astigiano, la manifestazione trae ispirazione per il nome dall’antica e tradizionalissima pratica della vendemmia dei grappoli tardivi, detti nel dialetto locale Rapulin ‘d San Martin.

Il terzo week-end di ottobre, terminate per molte aziende le fatiche della vendemmia, quando il clima si rinfresca e la campagna si tinge dei colori caldi e vivi dell’autunno, il borgo di Calosso si anima con il suo percorso enogastronomico che consente a tutti di deliziare il palato con un vasto assortimento dei piatti tipici della cucina locale accompagnati dagli ottimi vini DOC e DOCG dei 27 produttori che fanno parte dell’Associazione Crota ‘d Calos.

Calosso Village

 

Calosso Village nasce come portale di condivisione e di unione di tutte le associazioni di Calosso per promuovere il proprio territorio, i suoi prodotti e i suoi tesori......non finiremo di stupirvi.

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