La Proloco di Calosso ha una lunga e bella storia fatta di e da generazioni diverse, in stagioni diverse della vita di un paese di contadini che ha visto, negli anni, cambiare la propria identità e cambiare il mondo intorno.

Questa Proloco, con persone diverse e diversi Presidenti data più o meno 1980 ma le sue radici profonde sono tutte immerse negli anni 60, nelle persone che in quelle stagioni di rinascita hanno segnato il paese.

Impossibile non ricordarle quando si scrive della Proloco: Il primo, un po’, se vogliamo, il padre almeno ideale dell’associazione (e di altre esperienze associative Calossesi) è stato Carlo (Carlin) Borgnetto, uomo a cui stava stretto l’handicap che lo costringeva a muoversi con difficoltà ma a cui stava stretto forse anche un paese piccolo, appena timidamente affacciato al boom economico eppure comunque ai suoi margini. Carlo amava sentire parlare di terre lontane e i suoi progetti, le sue idee, sapevano di futuro. Amava il suo paese e la sua gente. Le pignatte che ogni anno riempiva di caramelle e quel rito di abbatterle ad occhi bendati potrebbero essere ancora oggi, se qualche immagine sbiadita li ricordasse, il ” manifesto” della Proloco, duraturo, inossidabile. Era la Proloco del polentone, rigorosamente proposto il martedì di Carnevale. Ogni anno le settimane invernali che lo precedevano celebravano il rito della questua nelle campagne. Farina per polenta, vino, uova.. Quel polentone, oggi improponibile è comunque in qualche maniera il filo che lega le esperienze dei pionieri con quelle odierne. Ancora oggi (in genere l’ultimo sabato di carnevale o il primo sabato di quaresima, “Carvè vej”) la Proloco propone il suo polentone, con la distribuzione gratuita di polenta, salsiccia, uova sode, spezzatino, non più durante il giorno ma la sera, nell’accogliente salone comunale.

Negli anni 60 ruggenti e un po’ disperati, c’era la festa del “Beato” poi diventato Santo, Alessandro Sauli Vescovo di Pavia e missionario ante litteram, morto a Calosso nelle stanze del castello e ricordato con la patronale ad ottobre. Oggi di quella festa sono rimaste le bagne caode, dette appunto “..del Beato” che occupano in genere i due sabati centrali del mese di novembre: un successone e il pienone garantito per un piatto diventato un piccolo marchio di qualità della Proloco: cardi rigorosamente gobbi di Nizza, aglio nostrano, acciughe buone e la mano, sempre la stessa, di un cuoco con i controfiocchi.

Ottobre, anche per ricordare il “Beato” oltre che per celebrare la fine della vendemmia e l’inizio della stagione più riflessiva dei lavori in cantina, oggi è soprattutto la stagione della fiera del Rapulè, l’appuntamento che ha, ormai da qualche anno, elevato Calosso a meta turistica, di quel nuovo turismo slow ed enogastronomico di cui tanto si dice in questi tempi. La Proloco partecipa al Rapulè con suoi quattro cavalli di razza: Le friciule, semplice piatto povero della cucina creativa di tempi duri, lo zabaione al moscato, per celebrare gusto e fasti del vino più noto di queste terre assolate e di cui la gente giustamente si fa più vanto, finanziera, piatto nobile delle feste piemontesi ora un po’ desueto e per questo sempre più apprezzato da un pubblico di veri fan e il minestrone detto (per una vecchia questione di imposte non fatte pagare) “dello sgravio”.

L’estate (un tempo non si “celebravano” feste perché era la stagione dei grandi lavori in campagna) oggi è invece celebrata, proprio nei suoi giorni iniziali tra il terzo e il quarto fine settimana di giugno, con alcuni appuntamenti che sono diventati una dolce abitudine. Il terzo sabato del mese va in scena (e per le stradine di campagna, le capezzagne, le strade secondarie del paese) Cammina Cammina, passeggiata molto slow denominata da sempre “enoecogastrologica” con “la fine nota” in cantina, tra tagliatelle e pesci “al brusco”. Il sabato successivo si fa festa con un Fritto misto piemontese come si deve cucinato dalle cuoche della Proloco, forti di una esperienza .. di qualche anno e sempre con la voglia di innovare e proporre nuovi abbinamenti e vecchie ricette.

Infine i progetti, i sogni, le suggestioni di un futuro che potrebbe essere vicinissimo: a giugno il consiglio della Proloco (che a Gennaio si rinnova) pensa ad una piccola rassegna di teatro di racconto che veda fianco a fianco con una nuova importante forma di sinergia e collaborazione già sperimentata, la proloco, l’associazione Amici di Calosso, i ragazzi de “La ciurma”: teatro in cascina. Piccole rappresentazioni, incontri con gli attori, laboratori perché il territorio, le cascine, le colline sono uno scenario perfetto per il teatro, per i racconti, per la nascita di nuove relazioni… e a Natale la tombola per fare solidarietà, dare i conti, farsi gli auguri anche per il lavoro, anzi i lavori dell’anno che arriva.

Calosso Village

 

Calosso Village nasce come portale di condivisione e di unione di tutte le associazioni di Calosso per promuovere il proprio territorio, i suoi prodotti e i suoi tesori......non finiremo di stupirvi.

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